18 SETTEMBRE 2023

Cucine freestanding

Le cucine freestanding, ovvero da libera installazione, rispondono alla crescente libertà dell’abitare contemporaneo. Caratterizzate dalla loro versatilità nell’essere posizionate liberamente nell’ambiente domestico, senza vincoli alle pareti, esprimono la massima flessibilità di layout e sono utili per creare partizioni mobili degli spazi.

TM Italia | Cucina bianca freestanding

 

Perché scegliere le cucine freestanding

Le cucine freestanding sono la soluzione ottimale per loft ed open space, dove la cucina può avere anche la funzione di dividere gli ambienti. Le colonne freestanding sono accuratamente rifinite su quattro lati e possono essere bifacciali, attrezzate con forni e vani contenitivi dal lato cucina e con vetrine o vani a giorno dal lato living, oppure realizzate in cristallo, come nel concept D90/12, per creare l’illusione di elementi che fluttuano nello spazio, dividono senza compromettere il flusso e l’armonia complessiva.

 

Questa tipologia di cucina può essere adatta anche agli spazi più ristretti, concentrando tutti gli elementi per cucinare in un blocco più compatto. Con le dotazioni a scomparsa, piani scorrevoli o estraibili, si può sfruttare ogni centimetro a disposizione. All’interno di un’unica composizione possono convivere basi e colonne, frigorifero, lavastoviglie, forno combinato, piano di cottura e lavello.

 

La libertà di progettazione è un altro plus delle cucine freestanding: non essendo ancorate alle pareti, possono assumere dimensioni e conformazioni indipendenti in base al gusto ed alle necessità, senza nessun vincolo architettonico come finestre, porte, colonne, etc. In ambienti in cui l’architettura ha un forte carattere, come ad esempio in contesti storici o post-industriali, le soluzioni freestanding consentono di preservare le linee ed i dettagli dell’edificato creando una duplice lettura ottica indipendente: quella del contenitore e quella del contenuto.

 

due Esempi di cucine libere

Tipologie di cucine freestanding

Questa categoria di cucine si distingue per la rifinitura dello schienale, che diventa un elemento a vista e può essere allestito in vari modi: può essere una superficie di tamponamento o, incrementandone la profondità, può essere contenitiva e allestita con ante o vetrine. Le cucine freestanding devono rispondere inoltre all’altra caratteristica di essere svincolate dalle pareti e la loro collocazione a centro stanza ne condiziona il layout:

  • Cucine freestanding lineari, ovvero le più diffuse. Sono delle composizioni di colonne soventemente dotate di ante a pacchetto rientranti. All’interno possono essere allestite con basi e pensili, oltre che contenere tutti gli elettrodomestici ed eventuali piani di lavoro estraibili. Quando le ante sono chiuse, la composizione risulta incredibilmente essenziale e si integra nello spazio architettonico senza contrasti visivi. Scopri di più sulle soluzioni a scomparsa
  • Cucine freestanding a blocchi, costituite da elementi funzionali preaggregati. Questa soluzione ha la caratteristica di ritmare lo spazio con vuoti e pieni, integrandosi molto di più nel contesto ambientale. Gli elementi preaggregati possono essere piccole composizioni di colonne o di isole. Frequentemente ogni aggregazione assume una sua specializzazione funzionale: per il lavaggio, per la cottura, per la dispensa, per il wine storage, etc.
  • Cucine freestanding con isola, ovvero il massimo che possiamo desiderare da una cucina freestanding. Quando lo spazio lo consente, la composizione di colonne può essere accompagnata da una composizione di una o più isole che incrementano la superficie operativa e conviviale. L’isola può essere parallela o ortogonale alle colonne e può essere arricchita da piani estraibili o aggetti. Scopri di più sulle cucine con isola
Cucina con isola e colonne freestanding

Mini cucine e armadi freestanding per spazi ristretti o polifunzionali

Adatte anche agli spazi più piccoli, ai loft o ad ambienti polifunzionali, le mini cucine di TM Italia consentono di svolgere tutte le attività legate alla preparazione dei cibi in dimensioni minime e senza compromessi in termini di funzionalità.

Un progetto che ha fatto della “miniaturizzazione” il suo principale punto di forza è il concept OFF Kitchen: una sperimentazione progettuale sviluppata insieme a Daniele Bedini, uno dei pochi designer ad aver affrontato il tema dell’abitabilità ultragravitazionale in ambienti al limite della razionalità e dell’efficienza. Le soluzioni elaborate rispondono alle necessità di razionalizzazione degli spazi abitativi, soprattutto nelle zone urbane ad altissima densità abitativa, o alla polifunzionalità di spazi lavorativi che all’occorrenza possono trasformarsi da meeting a convivio.

Il cuore di OFF Kitchen è il tavolo pranzo/lavoro che integra le funzioni operative in modalità “invisibile” e che si compone da due elementi sovrapposti: uno tavolo con altezza 90 cm ed un altro da 75 cm.

Quando tutto è chiuso può essere utilizzato come tavolo da lavoro o meeting; quando è aperto invece diventa una cucina perfettamente funzionante che riesce ad ospitare lavaggio e cottura nel semplice spessore del tavolo. Anche i due moduli parete freestanding possono essere attrezzati per integrare funzione cooking e office, allestite con elettrodomestici, vani contenitori, cassetti e cassettoni.

 

 

OFF Kitchen